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Incidente mortale a S. Maria di Sala. Arrestato l’investitore del quindicenne studente del "Mazzotti" di Treviso
Ucciso giovane calciatore del Giorgione
Marco Pesce è stato travolto da un furgone mentre con il suo scooter era a pochi metri da casa
Dopo aver provocato l'incidente mortale nel corso di un sorpasso azzardato è stato arrestato. La vittima è un quindicenne che stava viaggiando in scooter Atala: Marco Pesce di Rio San Martino di Scorzè, studente del "Mazzotti" di Treviso e giovane calciatore di talento del Giorgione di Castelfranco. In manette l'uomo che alla guida di un Iveco Daily l'ha tamponato e investito. Si tratta di un cittadino albanese, Leonard Qerimi di 30 anni, operaio, con domicilio a Santa Maria di Sala in via Desman, che alla verifica del terminale dei carabinieri, è risultato clandestino dal 2005, anno in cui è stato colpito da decreto di espulsione: «Non sapevo che dovevo abbandonare il territorio italiano», avrebbe detto ai militari della stazione di Mirano, intervenuti per i rilievi dell'incidente. Una manovra azzardata di sorpasso sarebbe la causa della tragedia che sì è consumata poco dopo le 21 di sabato sera a pochi passi dalla casa della vittima. La corsa in ambulanza all'ospedale di Treviso non è servita. Renzo Pesce, padre del ragazzo travolto a Scorzè tra via Drizzagno e via Gallese, sentito il rumore assordante dello schianto, è uscito di casa quasi d'istinto. Si è precipitato per primo in quel fosso nell'ultimo disperato tentativo di salvare il suo Marco. «Avevamo appena finito di mangiare - racconta - e Marco era uscito col motorino, stava andando a trovare un amico che abita in via Gallese, a poche centinaia di metri da qui. Poi, il botto. Sono partito immediatamente, l'ho visto lì, nel fosso e mi sono precipitato da lui. La gente era tutta intorno ma nessuno interveniva, nessuno sapeva cosa fare». Solo qualche metro più in là, disperato ed impotente, l'uomo che per un sorpasso di troppo aveva causato la morte del suo giovanissimo Marco. «Continuava a dire "ho sbagliato, ho sbagliato, mi dispiace". La gente voleva ammazzarlo, ha rischiato il linciaggio».Una tragedia avvenuta, quasi per assurdo, a poco più di cinquanta metri da casa. Il rancore di papà Renzo, che lavora come dipendente per la fabbrica di lampadari Lucente di Padernello di Paese, è tutto per quella strada, la Sr 515, chiamata via Drizzagno in quel particolare tratto al confine tra le province di Venezia e Treviso. «Non se ne può più, è una strada pericolosa, sono anni che segnaliamo questo problema. Questa volta è toccata al mio Marco». Mamma Antonella Pegoraro non ha la forza di parlare. Marco, 15 anni, aveva appena terminato il primo anno all'istituto per il Turismo e Commercio "Mazzotti" di Treviso. Promosso senza troppe difficoltà («era bravo», commenta sottovoce papà Renzo) si divideva tra lo studio e la passione per il calcio, sport che aveva cominciato a praticare da bambino tra le fila del Rio San Martino prima di approdare al Giorgione: Marco amava correre e sulla fascia, in effetti, ci sapeva fare. Era molto conosciuto anche nell'ambiente della parrocchia: chierichetto da piccolo, qualche anno negli scout. Marco lascia nel dolore anche il fratello maggiore Nicola, 19 anni, neo diplomato dell'istituto Ipsia Giorgi di Treviso. Le esequie del ragazzo si terranno nella chiesa di Rio San Martino.
FONTE: Il Gazzettino