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Coi ticket il Nord copre gli sprechi sanitari del Lazio
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Coi ticket il Nord copre gli sprechi sanitari del Lazio

08/03/2007

MASSIMO GARAVAGLIA
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Acosa serve lo Stato? Ridotto all’osso lo Stato fa da garante di una serie di diritti ed in cambio chiede ai cittadini di rispettare determinati doveri.
Lo Stato può svolgere il proprio ufficio avvalendosi dell’autorità, meglio però, nelle moderne democrazie, se all’autorità si affianca la credibilità e l’autorevolezza.
Alla base dell’autorevolezza dello Stato c’è il principio di equità: le regole sono uguali per tutti. Purtroppo qui, per lo Stato Italia, iniziano i problemi. Prendiamo il tema, spinoso, della spesa pubblica e del fisco, cioè delle tasse con cui si finanzia tra l’altro, anzi principalmente, la spesa pubblica.
Partiamo dai Comuni: lo Stato italiano li tratta tutti allo stesso modo?
No. Abbiamo avuto modo di confermare un sospetto tramite un’interrogazione al Ministro dell’Economia, il rigorista (non del calcio, della spesa pubblica), a parole, Tommaso Padoa Schioppa; il sospetto che il patto di stabilità, ovvero l’insieme di regole che mirano a ridurre la spesa pubblica improduttiva, non fosse rispettato in maniera uniforme.
Ebbene, lo Stato italiano non ha nemmeno dati attendibili sul tema: addirittura non sa con certezza quanti sono i Comuni che hanno sforato il patto di stabilità e ignora quanti degli “irregolari” hanno poi “pagato dazio”, ossia non hanno assunto personale (come impone la sanzione principale che si applica in questi casi).
Non solo. Il Governo Prodi ha pensato bene di introdurre l’ennesimo condono: nel recente decreto “milleproroghe” il Governo ha eliminato del tutto la sanzione, prevedendo che nel 2007 possono assumere personale anche i Comuni spendaccioni che nel 2006 non hanno rispettato il Patto.
Questo umilia i tanti amministratori onesti e diligenti, di destra, della Lega, di sinistra, che le regole le hanno rispettate, facendo fare sacrifici ai loro cittadini.
Lo Stato si comporta meglio con le Regioni? No. Anche le Regioni hanno un patto da rispettare, in particolare il patto sulla spesa sanitaria, che assorbe oltre il settanta per cento dei bilanci delle Regioni stesse. Sei Regioni non hanno rispettato il patto: tra queste massimamente il Lazio, con un disavanzo di circa 10 miliardi di euro, un terzo di finanziaria 2007, per dare l’idea.
Cosa fa allora il Governo Prodi? Gira all’amico (diciamo così perché è della stessa parte politica) Marrazzo 2,3 miliardi dell’ennesimo fondo straordinario stanziato per il ripiano dei deficit delle sei Regioni (Campania, Sicilia, Abruzzo, Molise, Liguria e Lazio), che in totale è di 3 miliardi, facendo così anche un torto alle altre regioni spendaccione. Non contento Prodi tira fuori da un cassetto, non si capisce bene quale, un altro miliardo.
Infine il Governo si inventa una sorta di mutuo trentennale di 5,8 miliardi, in palese contrasto con l’art. 119 della Costituzione, che prevede che le Regioni possano ricorrere all'indebitamento solo per finanziare spese di investimento.
Così il Lazio di Marrazzo si può permettere di non avere il ticket, pur essendo la Regione che presenta percentualmente la più elevata spesa farmaceutica (nel 2005, la spesa farmaceutica regionale è infatti salita addirittura a 1.450 milioni di euro, 450 milioni di euro in più rispetto al tetto di spesa del 13% previsto dalla normativa nazionale).
E le altre regioni, quelle con i bilanci in pareggio, magari perché hanno messo il ticket prima che Prodi lo imponesse a tutti, sono le più fesse? I loro cittadini sono cittadini di serie B?
Gli esempi sono infiniti, ci siamo limitati a due di attualità. Nonostante tutto, la stragrande maggioranza dei cittadini continua incredibilmente a fare il proprio dovere, pagando le tasse fino all’ultimo euro, dimostrando un tasso di civiltà infinitamente superiore rispetto ad uno Stato ed un Governo sempre più distanti e sempre meno autorevoli.

La Padania.com



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