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LA NOTTE DI PONTIDA, serata Giovani
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LA NOTTE DI PONTIDA, serata Giovani

Ancora una volta, come in un antico rito propiziatorio, lentamente calano le tenebre sull’accampamento dei giovani guerrieri. Colonne di fumo si levano dalle braci scoppiettanti, lingue differenti alzano al cielo canti di gioia, mentre in ogni tenda tutto è pronto per affrontare al meglio la lunga nottata. Quelli che già dal mattino hanno preparato l’accoglienza ai fratelli di lotta, quelli che hanno fatto un lungo viaggio ma per niente al mondo avrebbero potuto mancare, quelli che per la prima volta calpestano timorosi il sacro suolo, carico di storia. Una nebbiolina leggera protegge fra le sue braccia i combattenti, che si scambiano storie di vita vissuta spesso semplici, ma con un denominatore comune: la lotta per la libertà della propria terra. Qualcuno proviene da posti dove l’invasore non è ancora penetrato, dove la lingua, i costumi e le tradizioni fanno ancora parte dell’idem sentire degli abitanti; altri al contrario conducono la battaglia in terre colonizzate da genti straniere, dedite all’ozio e allo sfruttamento degli autoctoni, soggiogati al volere dei potenti.

Ogni anno, tutti assieme si ritrovano qui, per assorbire l’energia positiva emanata da questo luogo incantato che in tempi lontani diede la forza ai loro avi di unirsi in una lega e allearsi contro il tiranno, per delineare le nuove strategie, per conoscersi meglio e confrontare le esperienze. Ogni anno, durante la notte che precede il gran giorno, qualcosa di misterioso accade intorno al grande prato: gli spiriti degli antichi condottieri si uniscono ai giovani combattenti in una danza propiziatoria attorno al fuoco magico, infondendo loro parte del proprio coraggio che verrà moltiplicato a dismisura il giorno seguente, grazie alle parole pronunciate dal capo dei capi. Ogni anno, dopo aver acquisito forza e conoscenza, quei giovani guerrieri tornano nelle loro terre, mettono a frutto quanto hanno imparato sapendo che nessuno sforzo sarà vano, con la certezza che l’anno seguente torneranno più numerosi a riunirsi, finché il sogno non diverrà realtà, finché non potranno lasciare in eredità ai propri figli una terra finalmente libera.
(testo di Alessio Colzani Technociful, MGP Erba CO)



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