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TIBET - LA STORIA
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LA QUESTIONE TIBETANA
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APPROFONDIMENTI
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E siamo giunti alla presentazione di questo
evento, le Olimpiadi, che sicuramente hanno ottenuto il loro scopo: essere
finalmente prese in considerazione.
Le Olimpiadi, da una mia personale analisi
sociale, sono un fenomeno di sport legato alla cultura ostentata. Il calcio si
tifa, al bar, con amici, a tavola mentre mangi. Mi immagino invece le olimpiadi
come uno sport seguito da divanetti di un salottino bene, dove imprenditori
londinesi osservano le gesta di questi impavidi eroi sorseggiato il loro te
delle 5.
Una forma maledettamente tecnica e riservata.
Così riservata che a parer mio è più la voglia di estrometterla dal mondo
commerciale che la voglia di inserirla in un contesto sociale più ampio. Io un
po' esagero nella definizione di "sport" e nella loro etichettatura. Però se
molti vedono il calcio come uno sport dove si corre incontro ad una palla, non
vedo come possano esaltarsi nel vedere gente che fa la gara a chi salta più in
sù o più in là..
La cultura quindi. Un popolo che dal momento che
a questi giochi non si può impegnare se ne sente isolato, escluso, estromesso. A
parer mio il successo del calcio come sport è la conoscenza diretta di questo e
la sua pratica da quando si nasce. Quindi quando si vede uno "segnare" in tv si
vede una cosa che bene o male si è provata a fare. Cosa che non si può dire
delle specialità Olimpiche. Specialità nelle quali ci si cimenta la prima volta
alle elementari, la seconda alle medie, e se tutto va bene arriva anche una
terza volta, magari in maniera più seria, con qualcuno che ti insegni veramente
a praticare queste specialità agonistiche... ma ciò è molto difficile, se non
impossibile.
Quindi socialmente le Olimpiadi hanno sempre
questo astio. Ed ad aggiungere una sana dose di intransigenza nei confronti
dell'insieme di queste discipline, la sensazione, piuttosto pragmatica, che i
voti siano sparati a cazzo e che le votazioni spesso legate ad interessi di
livello nazionale riassumano le prestazioni degli agonisti in simpatici teatrini
di intrattenimento del pubblico.
Quindi cosa fare per dare risalto a questa
situazione? A questo teatro osceno del quale nessuno si interessa più? Buttarla
sul sociale. Sul politico addirittura. Con un teatrino curioso di figure quasi
imbarazzanti che utilizzano nomi come libertà, espressione, salvaguardia,
diritti... con una leggerezza che fa veramente impressione.
Ed ecco quindi che arriva la Cina e la questione
Tibetana.
La questione fondamentale è: veramente per far
interessare di una questione che prevede una violazione dei diritti umani
SECOLARI c'è bisogno in mezzo di tirare in mezzo un evento sportivo? Senza nulla
togliere alla questione Tibetana. Me ne sono preso a cuore. La sto amando come
se fosse una battaglia mia e ho intenzione di evidenziare ogni aspetto di questa
situazione. Ma in Cina ci hanno fatto ogni cosa. Intraprendono le più importanti
attività commerciali. Ci hanno girato gran premi, motomondiali... ci hanno
combinato di tutto e mai nessuno ha tirato fuori la questione Tibetana. Come mai
ora? Come mai tanto interesse? Io non ne ritrovo il motivo.