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 COMUNICATO: Caso Sapienza: i laicisti peggio dei Turchi


21/01/2008
"CASO SAPIENZA": I LAICISTI PEGGIO DEI TURCHI

Benedetto XVI rifiutato all’ Università La Sapienza di Roma in nome della laicità e della ragione assoluta. Questo è quanto avvenuto nei giorni scorsi dove un gruppo di 67 professori universitari, appartenenti per lo più alla facoltà di Fisica, ha firmato una lettera indirizzata al Rettore in cui si chiedeva di evitare che il Santo Padre partecipasse all’inaugurazione dell’anno accademico. Le proteste dei professori sono state subito appoggiate anche da numerosi studenti pronti a sbandierare l’orgoglio laico davanti alla sede dell’università. Per i manifestanti dunque la scienza e in generale la cultura devono essere prive di ogni influenza religiosa ancor più se questa riguarda la religione cattolica, vista come un simbolo da contrastare e come un male che impedisce all’uomo di scorgere appieno la ragione. Tutto questo disprezzo nei confronti del rappresentante della religione cattolica non si era mai visto, neanche quando Benedetto XVI si era recato in Turchia, o aveva fatto visita a Fidel Castro dove, credo, era più legittimo trovare un clima di maggior ostilità. Laicità non dovrebbe essere intolleranza verso la religione ma al contrario dovrebbe garantire la libertà di dialogo reciproco, dialogo che proprio chi si definisce laico ha negato al Santo Padre. Questi luminari della scienza dovrebbero comprendere che a volte la religione può essere parte integrante della scienza ed evitare, a priori, di escluderla e relegarla come qualcosa da lasciare ai creduloni a chi non è in grado di essere al loro livello. Già Agostino D’Ippona vedeva la fede e la religione come complementari l’una all’altra e inquadrò questo rapporto nel celebre detto “crede ut intelligas, intellige ut credas”(credi per capire, capisci per credere). I professori dovrebbero riflettere….

Igor Mana
Movimento Giovani Padani Monregalese


Articolo presente anche su Il Padano

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